
Business English: gli errori più comuni nelle email e al lavoro
Sai già un po' di inglese. Riesci a capire, magari a leggere senza troppa fatica ma il Business English non ti sembra mai all'altezza vero?
Quando devi scrivere un'email a un cliente straniero, o partecipare a una call con il team internazionale, qualcosa si inceppa. Non è un problema di grammatica. È un problema di registro, di abitudini, di espressioni che in italiano funzionano — ma in inglese professionale suonano strane, fredde, o addirittura scortesi.
In questo articolo vediamo gli errori più frequenti che fanno professionisti e aziende italiane quando comunicano in inglese, e come evitarli.
Usare "Please" come scudo per tutto
In italiano siamo abituati a costruire frasi cortesi con "per favore" o "la pregherei di".
In inglese si tende a usare please in modo meccanico, spesso nella posizione sbagliata o con un tono che risulta brusco invece che educato.
Errore comune
"Please send me the document."
Versione più professionale
"Could you please send me the document at your earliest convenience?"
oppure
"Would it be possible to share the document by Friday?"
Aprire le email in modo troppo diretto
Gli italiani tendono ad andare subito al punto. In inglese professionale, specialmente con interlocutori britannici o nordeuropei, un'apertura troppo secca può sembrare maleducata.
Errore comune
"I am writing to ask
about the invoice."
Versione più professionale
"I hope this email finds you well.
I am writing regarding invoice #1234 and wanted to check on
its current status."
Confondere il registro formale e informale
Molti professionisti italiani o usano un inglese eccessivamente formale (quasi da manuale scolastico) oppure scivolano in un registro troppo colloquiale, magari per sembrare più fluenti.
Esempi di registro sbagliato:
Troppo formale
"I am in receipt of your correspondence of the 15th instant."
Nessuno scrive così dal 1950.
Troppo informale
"Hey! Just wanted to check
if you got my stuff?"
In un contesto B2B,
suona poco professionale.
Usare false friends nelle conversazioni
Le parole che sembrano uguali in italiano e inglese ma significano cose diverse sono una trappola continua, soprattutto nelle conversazioni in tempo reale dove non c'è tempo di ricontrollare.
Alcuni esempi frequenti nel contesto professionale:
Eventually
Non significa
"eventualmente" (possibly),
ma
"alla fine / infine" (in the end)
Demand
Non significa
"domandare" (to ask),
ma
"pretendere / esigere"
(to require strongly).
Non sapere come gestire una call o una riunione in inglese
Scrivere un'email dà tempo di riflettere. Una call no. Ed è qui che molti professionisti si bloccano: capiscono quasi tutto, ma non riescono a intervenire, a prendere tempo o a chiedere chiarimenti senza sembrare impacciati.
Frasi utili da avere sempre pronte:
Per prendere tempo
"That's a good point — let me think about that for a moment."
Per chiedere di ripetere
"I'm sorry, could you say that again? I want to make sure I understood correctly."
Per intervenire
"If I may add something here…" oppure "Just to build on what you said…"
Avere queste formule automatizzate cambia tutto:
non devi più pensare a come dirlo, puoi concentrarti su cosa dire.
Cosa fare se riconosci questi errori nel tuo inglese?
Il primo passo è riconoscerli — e l'hai appena fatto.
Il secondo è lavorare su di essi in modo mirato, con qualcuno che conosce le dinamiche della comunicazione professionale in inglese e sa aiutarti a costruire sicurezza nel tuo contesto specifico.
In USE – The Udine School of English, i corsi di Business English sono pensati esattamente per questo: non grammatica astratta, ma inglese reale per il lavoro — email, call, presentazioni, riunioni.
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Comunicare bene in inglese al lavoro
non significa essere perfetti.
Significa scegliere le parole giuste, nel registro giusto, al momento giusto.
E questo si impara
con la pratica e con il supporto giusto.
Se hai dubbi su dove sei adesso e da dove vuoi arrivare, siamo qui.

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